Biblioteca Universitaria di Genova

Le origini della Biblioteca Universitaria di Genova risalgono alla Libreria del Collegio dei Gesuiti. Come negli altri istituti gesuiti, anche in quello genovese si trovavano almeno due biblioteche, quella “domestica”, di uso scolastico, e la Libreria vera e propria ospitata nella cosiddetta Terza Sala, che conserva ancora oggi la struttura monumentale della metà del XVII secolo, modificata nel corso del XVIII secolo e ampliata nell’Ottocento.  Con la soppressione della Compagnia di Gesù ad opera di papa Clemente XIV (1773), il Collegio muta nome in Università Pubblica e passa sotto il controllo diretto della Repubblica di Genova. La biblioteca gesuitica si trasforma quindi nella “Libreria della Pubblica Università di strada Balbi”, di cui l’erudito Gaspare Luigi Oderico è il primo bibliotecario.  Tra il 1797 e il 1799, durante la Repubblica Democratica Ligure, nella biblioteca vengono raccolti i volumi degli ordini religiosi genovesi e liguri soppressi, nonché i manoscritti e i volumi provenienti dalla libreria ventimigliese del frate agostiniano Angelico Aprosio (1607-1681). Nel 1801 è dichiarata Pubblica Biblioteca Nazionale e il governo sancisce la titolarità dell’istituto a ricevere il deposito obbligatorio dagli stampatori della Liguria. Nel 1866, l’ultima ondata di soppressioni delle congregazioni religiose, incrementa ulteriormente il patrimonio della Biblioteca, si rende necessario trovare altri spazi dove sistemare le sue raccolte librarie e la scelta cade sull’ex chiesa del Collegio dei Gesuiti. Nel progetto di ristrutturazione la navata dell’edificio religioso viene divisa orizzontalmente per ospitare il magazzino librario, costituito da una struttura metallica antisismica e autoportante di quattro piani, e, nella parte superiore, la sala di lettura, dove si conservano gli affreschi seicenteschi di Domenico Piola. I nuovi locali vengono inaugurati nel dicembre 1935. Dal 1975 la Biblioteca è un istituto periferico del Ministero dei Beni e le Attività Culturali. Nel luglio 2014 la sede storica è stata definitivamente chiusa al pubblico e dalla fine del 2019 tutte le raccolte librarie sono nella nuova sede, con l’eccezione della Terza Sala.

Il sito attuale

L’edificio viene costruito su piazza Acquaverde, fra il 1921 e il 1927, su progetto di Giuseppe Celle e Piero Barbieri, laddove sorgeva il palazzo neoclassico della famiglia Faraggiana, per ospitare il Grand Hotel Colombia, l’albergo più lussuoso e all’avanguardia della città.  L’arrivo dei treni alla stazione ferroviaria di Genova Principe, poco distante, e il crescente numero dei transatlantici, che partivano dalla Stazione Marittima, fanno acquisire al Colombia una scelta clientela: personaggi dell’aristocrazia e del bel mondo, uomini politici, finanzieri, personalità del mondo dello spettacolo. Nel dopoguerra il Colombia riprende la sua attività ospitando celebrità del cinema fino agli anni Settanta, quando un lento decadimento porterà nel 1989 alla chiusura definitiva della struttura alberghiera. Tra gli aneddoti e gli eventi storici che hanno coinvolto l’albergo si ricordano due “assedi”. Uno, tra il 30 giugno e il 2 luglio 1960, quando il Colombia ospita alcuni esponenti del Movimento Sociale Italiano, tra cui Vittorio Mussolini, per il congresso nazionale del partito indetto a Genova e poi annullato a seguito delle manifestazioni di piazza; l’altro, tra il 25 e il 26 giugno del 1965, in occasione del soggiorno dei Beatles. L’edificio è stato inoltre scelto da alcuni registi per ambientarvi alcune scene dei propri film, tra questi Il giorno dello sciacallo di Fred Zinnemann, con Edward Fox, e Profumo di donna di Dino Risi, con Vittorio Gassman, Alessandro Momo e Agostina Belli. L’acquisizione del Colombia da parte del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, con l’intento di farlo diventare la nuova sede della Biblioteca Universitaria di Genova, ha visto una serie di lavori di ristrutturazione che hanno portato l’Istituto ad aprire i suoi spazi all’utenza nel 2014.

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